Museo ebraico e sinagoga di Merano

Tanto il museo ebraico quanto la sinagoga che si trovano a Merano in Alto Adige, sono delle preziose testimonianze che raccontano la storia e le origini della stessa comunità ebraica di Merano. Infatti, l’insediamento ebraico a Merano e nella regione, ha avuto genesi, motivazioni, cause e tempi particolari. Tutto ebbe origine a partire dalla seconda metà dell’Ottocento, quando, molti residenti di religione ebraica di Hohenems, località posta a non molta distanza dal Lago di Costanza, si trasferirono nella parte meridionale del Tirolo, dopo aver chiesto e ottenuto il permesso.

Questo territorio, stava emergendo ed era ricco di luoghi che stavano diventando veri e propri centri climatici e di villeggiatura. Quindi, diversi nuclei famigliari e singoli, di religione ebraica, iniziarono a raggiungere il territorio di Merano dal 1832. Tuttavia, anche nell’impero asburgico vigeva un precaria condizione giuridica per i non cattolici e il 23 aprile del 1847 arrivò il decreto di espulsione, con il quale il Magistrato di Bolzano, intimò alla comunità ebraica presente nella zona di provvedere a vendere i propri beni entro sei mesi e, quindi, di abbandonare la provincia. Il decreto venne revocato solo per l’intercessione dello stesso imperatore.

Quindi, a Merano, i primi ebrei vi si stabilirono nel 1832 e diedero il via a piccole attività commerciali. La fondazione Königswarter Stiftung, istituita nel 1872, ebbe, come suo primo compito, quello di provvedere all’acquisto di pezzo di terra destinato a raccogliere i defunti. Venne acquistato un terreno che si trovava posto alle spalle del sagrato della chiesa intitolata al Santo Spirito. Invece, la Sinagoga venne inaugurata il 27 del mese di marzo del 1901. Oggi, la Sinagoga di Merano, è una preziosa testimonianza della storia della comunità ebraica di questa località alto atesina, una vivida rappresentazione del valore culturale che Merano stesso ha beneficiato nel corso degli anni. Tra i vari intellettuali ebrei che soggiornarono a Merano vi fu anche Perez Smolenskin, esponente di grande rilevanza dell’Haskalah, cioè dell’illuminismo ebraico, come pure uno dei primi che auspicava un ritorno in Palestina.

Nel periodo che intercorre tra la prima e la seconda guerra Mondiale, soggiornarono a Merano i più importi esponenti e membri della cultura ebraica, nomi come, ad esempio, Kafka, Chajm Weizmann, Freud e Arthur Schnitzler. È anche poi da evidenziare come scienziati ed imprenditori di religione ebraica seppero dare un forte sviluppo economico in tutta l’area. Non per nulla, la si deve a loro la costruzione delle funicolare della Mendola, come pure la realizzazione di linee locali ferroviarie, senza dimenticare, poi, l’impulso dato al turismo scoprendo i benefici che sono insiti nelle acque di Merano e andando a sviluppare la ben, oggi, conosciuta cura dell’uva. All’interno della Sinagoga di Merano, trova posto il Museo, ove sono conservati preziose testimonianze e oggetti che documentano tanto gli splendori della comunità ebraica di Merano dalla fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, quanto i tragici orrori della Shoah. Durante la visita guidata al Museo, quindi, si potrà prendere visione direttamente di quanto socialmente e culturalmente sia stata fondamentale la comunità ebraica nello sviluppo di Merano, fornendole tutti gli elementi e i mezzi per avvalorare il senso Mitteleuropeo della nota località turistica in Alto Adige, facendola diventare celebre meta di cura a livello internazionaleTanto il museo ebraico quanto la sinagoga che si trovano a Merano in Alto Adige, sono delle preziose testimonianze che raccontano la storia e le origini della stessa comunità ebraica di Merano.

Infatti, l’insediamento ebraico a Merano e nella regione, ha avuto genesi, motivazioni, cause e tempi particolari.

Tutto ebbe origine a partire dalla seconda metà dell’Ottocento, quando, molti residenti di religione ebraica di Hohenems, località posta a non molta distanza dal Lago di Costanza, si trasferirono nella parte meridionale del Tirolo, dopo aver chiesto e ottenuto il permesso. Questo territorio, stava emergendo ed era ricco di luoghi che stavano diventando veri e propri centri climatici e di villeggiatura.

Quindi, diversi nuclei famigliari e singoli, di religione ebraica, iniziarono a raggiungere il territorio di Merano dal 1832. Tuttavia, anche nell’Impero asburgico vigeva una precaria condizione giuridica per i non cattolici e il 23 aprile del 1847 arrivò il decreto di espulsione, con il quale il Magistrato di Bolzano, intimò alla comunità ebraica presente nella zona di provvedere a vendere i propri beni entro sei mesi e, quindi, di abbandonare la provincia. Il Decreto venne revocato solo per l’intercessione dello stesso imperatore.

Quindi, a Merano, i primi ebrei vi si stabilirono nel 1832 e diedero il via a piccole attività commerciali. La fondazione Königswarter Stiftung, istituita nel 1872, ebbe, come suo primo compito, quello di provvedere all’acquisto di pezzo di terra destinato a raccogliere i defunti. Venne acquistato un terreno che si trovava posto alle spalle del sagrato della chiesa intitolata al Santo Spirito.

Invece, la Sinagoga venne inaugurata il 27 del mese di marzo del 1901. Oggi, la Sinagoga di Merano, è una preziosa testimonianza della storia della comunità ebraica di questa località alto atesina, una vivida rappresentazione del valore culturale che Merano stesso ha beneficiato nel corso degli anni.

Tra i vari intellettuali ebrei che soggiornarono a Merano vi fu anche Perez Smolenskin, esponente di grande rilevanza dell’Haskalah, cioè dell’illuminismo ebraico, come pure uno dei primi che auspicava un ritorno in Palestina. Nel periodo che intercorre tra la prima e la seconda guerra Mondiale, soggiornarono a Merano i più importanti esponenti e membri della cultura ebraica, nomi come, ad esempio, Kafka, Chajm Weizmann, Freud e Arthur Schnitzler.

È anche poi da evidenziare come scienziati ed imprenditori di religione ebraica seppero dare un forte sviluppo economico in tutta l’area. Non per nulla, la si deve a loro la costruzione della funicolare della Mendola, come pure la realizzazione di linee locali ferroviarie, senza dimenticare, poi, l’impulso dato al turismo scoprendo i benefici che sono insiti nelle acque di Merano e andando a sviluppare la ben, oggi, conosciuta cura dell’uva.

All’interno della Sinagoga di Merano, trova posto il Museo, ove sono conservati preziose testimonianze e oggetti che documentano tanto gli splendori della comunità ebraica di Merano dalla fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, quanto i tragici orrori della Shoah.

Durante la visita guidata al Museo, quindi, si potrà prendere visione direttamente di quanto socialmente e culturalmente sia stata fondamentale la comunità ebraica nello sviluppo di Merano, fornendole tutti gli elementi e i mezzi per avvalorare il senso Mitteleuropeo della nota località turistica in Alto Adige, facendola diventare celebre meta di cura a livello internazionale.